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VICENDE COSTRUTTIVE
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A pochi metri dalla torre
fortificata della masseria Porcaccini sono stati trovati
manufatti silicei del primo neolitico (raschiatoi). A raschiatoi neolitici in selce
La torre fortificata fu costruita
quasi certamente su preesistenti strutture nei
primi anni del Seicento (sull'architrave si trova uno stemma con il
simbolo di Cristo adottato anche dai Gesuiti con il numero 16018 che
probabilmente deriva da un errore dello scalpellino).
La torre consisteva in tre stanze su tre piani: per passare dal pianterreno al
primo piano si doveva usare, per motivi di sicurezza, una scala a pioli
che attraversava una botola sul soffitto e che in caso di pericolo
poteva essere ritirata;
dal primo piano al secondo e dal secondo al tetto c'era una scala
ricavata nello spessore della muratura.
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Carmelo Pino
(particolare di un quadro olio su tela Una serie interminabile di adattamenti
-la classica architettura spontanea- si
è succeduta nel corso dei secoli. La copertura della torre, all'origine
probabilmente a embrici, è stata sostituita agli inizi del secolo scorso dalla copertura a putrelle
d'acciaio con blocchi di pietra leccese. Verso
il 1920 fu costruita una scala esterna e fu aperta una porta per elemento per il convogliamento dell'acqua piovana realizzato in terracotta Nel 1980 sono subentrati gli attuali proprietari che hanno abitato in una costruzione vicina alla masseria fino al restauro completo della stessa finito nel 1996 nell'assoluto rispetto del preesistente.
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| ATTIVITA' | |||
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La memoria popolare ricorda che la masseria Porcaccini, "dove ci si poteva arrivare in barca", era famosa per i fichi, per la bontà dell'acqua dei pozzi, per la bontà dei legumi cotti con l'acqua della cisterna. la cisterna profonda cm 460 Tra gli altri aveva un albero di fico sotto il quale
potevano riposare trenta mucche. La produzione di fichi secchi -ottimi- era
notevolissima. il granile profondo cm 370 Nel corso dell'ultimo secolo l'attività prevalente è stata la pastorizia con allevamenti di pecore e mucche. Dal 1980 gli attuali proprietari si sono dedicati alla coltivazione di ortaggi e all'allevamento di pecore e dal 1990 alla coltivazione di cereali. |
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